La strategia vincente si chiama innovazione: come guidare le aziende al cambiamento. Intervista con l'executive coach Alessandro Amelotti

La strategia vincente si chiama innovazione: come guidare le aziende al cambiamento. Intervista con l'executive coach Alessandro Amelotti

We Care Incet è sinonimo di innovazione: uno degli obiettivi del progetto è promuovere nuove metodologie e strumenti da integrare nel mondo del lavoro. Innovarsi è un imperativo per le aziende che vogliono continuare a migliorarsi ed essere terreno fertile per idee all'avanguardia. Oggi incontriamo Alessandro Amelotti, per confrontarci con lui su questo argomento, così articolato quanto attuale. Alessandro è un executive coach focalizzato sulla performance. Certificato Agile e Kanban lavora da oltre 10 anni in Europa a supporto di teams e aziende in settori eterogenei. Da oltre due anni pratica l'attività di coaching come nomade digitale ed è co-founder di una delle aziende dell'ATI, Impact Hub Torino. Nell'ambito del progetto We Care Incet, Alessandro offre formazione e servizi alle aziende partner.


Che cosa stai facendo operativamente per le aziende di We Care Incet? Con quali stai collaborando e in che modo le stai guidando al cambiamento?
Sto dando il mio supporto al team di Limo Comunicazione nel percorso di leadership e organizzazione agile. Con loro sto seguendo un percorso di accelerazione e sviluppo dell'azienda che utilizza metodologie agili e che si divide in due attività principali. La prima è portata avanti insieme al team, di cui fanno parte anche i fondatori Loris e Luca, consiste nell'adottare una determinata metodologia per raggiungere quello che si definisce il livello di alta performance del team. Per esempio, fanno parte di questa metodologia gli stand up quotidiani, dei meeting di circa 7-8 minuti fatti una volta al giorno in cui tutto il team si allinea su quanto fatto il giorno prima e quello che è in priorità nella giornata in corso. In Italia le metodologie agili non sono ancora così diffuse, nonostante garantiscano ottimi risultati. Un'altra azienda dell'ATI con cui ho collaborato è Abile Job. Ho seguito il processo di selezione di talenti appartenenti alle categorie protette per un tirocinio in Impact Hub Torino. In questa occasione ho potuto apprezzare da vicino la qualità della selezione e soprattutto il valore prezioso, ancora sottostimato nel mondo aziendale, delle categorie protette.


È tanto difficile cambiare le abitudini per le aziende? Quali sono le paure più frequenti? L’opportunità che le aziende hanno di mettersi in gioco e innovarsi grazie al progetto può però essere un’opportunità per avvicinarsi al cambiamento, giusto?
Il cambiamento, in ogni sua forma, richiede energia e genera frustrazione o tensione. La forza del progetto We Care Incet è che tutte le aziende che ne fanno parte hanno accettato di fare un viaggio insieme: in un anno, ogni realtà ha fatto dei passi avanti e ha guadagnato nuove competenze, che spesso nel mondo delle piccole imprese sono difficili da maturare. In questo caso l'unione sta davvero facendo la forza!


A livello di innovazione e digitalizzazione, che cosa stanno imparando le aziende da questa situazione di emergenza?
L'emergenza Covid da un punto di vista aziendale ci ha fatto scontrare con la dura realtà della quarta rivoluzione industriale, che stiamo attraversando. Da una parte ci siamo accorti che abbiamo dei gap da colmare a livello di digitalizzazione, rispetto ad altri paesi, e dall'altra stiamo iniziando a valorizzare la facilità con cui il digitale ci permette di espandere il nostro business su scala regionale quando prima era locale, ma anche nazionale e internazionale.


Chiudiamo con questa domanda: parlando di PMI, a un imprenditore italiano che consigli daresti per iniziare a rendere veramente agile la sua azienda?
Innanzitutto, non bisogna pensare che per rendere un'azienda agile siano necessari cambiamenti drastici e rivoluzionari. Non bisogna mettere tutto in discussione. Si parte dall'identificazione delle proprie sfide: fatto questo, si può iniziare a introdurre qualcosa di nuovo, da sperimentare per un paio di settimane. Si fa un passo per volta e si riflette su come è andata. I grandi obiettivi finali non vanno dimenticati, ma è importante raggiungerli per tappe, per non rischiare di partire scoraggiati o - ancora peggio - non partire affatto.

 

Image